Vai al contenuto

Approfondimenti

un anno dall’uscita di ”private music”: perché i deftones sono ancora rilevanti nel panorama alternative metal

diVirginia Duranti5 min di lettura

Dopo cinque anni daOhmsdel 2020 i Deftones tornano con un nuovo album che il 25 Agosto scorso ha compiuto un anno.

L’album è stato anticipato da ”My mind is a mountain” uscito a Giugno, singolo con cui la band ha deciso di riprendersi la scena per ricordare a tutti chi sono e da dove vengono. E infatti con questo brano i Deftones hanno racchiuso tutti quegli elementi che li hanno contraddistinti fin dagli esordi — riff pesanti di chitarra e le urla graffianti del frontman Chino Moreno, che a più di 50 anni non ha perso la carica, alternati a momenti più melodici ed eterei soprattutto nella seconda parte. Una scelta che ha reso il singolo accessibile a un pubblico più ampio e, perché no, strizza l’occhio anche alla radio.

Man mano che ci si addentra nell’album si entra in un campionario diverso, fatto di sperimentazione e melodie non convenzionali. Una cosa è certa: ai Deftones le cose troppo facili e scontate non sono mai piaciute. Ogni volta che pensi di averli capiti o di conoscerli, riescono a sorprenderti con qualcosa di nuovo mantenendo comunque una forte identità — imprevedibili e prevedibili allo stesso tempo.

La sperimentazione è evidente soprattutto in pezzi come ”souvenir”, ”metal dream” e ”departing the body”, ma che i deftones hanno inserito in ogni disco nel corso di quasi quarant’anni di carriera.

Eh già, perché il gruppo californiano è dal 1988 che è in attività anche se all’inizio non ebbe molto successo. Bisognerà aspettare il 1997, anno in cui si impongono nella scena alternative metal conAround the Fur, il loro secondo album e ancora di più con il successivoWhite Ponydel 2000, grazie ai quali riscuotono un grande successo sia da parte della critica sia da parte del pubblico, che apprezzano il loro stile particolare.

I fasti che hanno caratterizzato il gruppo negli anni Novanta e Duemila sono un ricordo ormai lontano. Per circa 13 anni i loro lavori hanno dominato le classifiche di tutto il mondo, mentre in patria sono considerati una band culto, mantenendo sempre posizioni di rilievo nelle classifiche dei dischi più venduti. Nel tempo quel successo commerciale e di massa è diminuito — nonostante ciò hanno conservato una nicchia di fan estremamente devoti e appassionati, oltre a godere della stima di critica e addetti ai lavori. Una fedeltà che i fan hanno dimostrato anche quando hanno incominciato a incorporare nel loro sound, elementi legati alloshoegazee aldream pop, ma anche musica elettronica eambient. La loro formula quindi, è rimasta sostanzialmente invariata e, a quanto pare, non ha stancato: le chitarre, il basso e la batteria ti fanno entrare nel caos e poi c’è la voce di Chino — una figura quasi mistica, in grado di passare dallo screaming al rapping, dalle melodie sognanti al falsetto, tutto nello stesso brano, passando da un registro vocale all’altro con una disinvoltura tipica dei fuoriclasse che riescono a far sembrare facili cose complicatissime — un dottor Jekyll e Mr. Hide della voce, che ti accompagna in questo caos ma prendendoti per mano come se volesse guidarti in un luogo inospitale.

È difficile credere che una band che fa del metal, anche se alternativo, il genere musicale di riferimento sia in grado di includere elementi molto distanti come dolcezza, sensualità e romanticismo, mescolandoli con rabbia e una buona dose di aggressività. Eppure, nei Deftones questa formula funziona, in un equilibrio tra estremi difficile, sicuramente rischioso, ma non impossibile che riesce comunque a risultare credibile. Forse è in questo che è racchiuso il segreto del loro successo, ed è il motivo per cui rimangono tra le band più rilevanti nel panorama alternative. Ed è anche il motivo che li distingue da tutti gli altri — dove gli altri gruppi hardcore si imponevano con uno stile violento e irruente che durava per tutta la durata dei brani, i Deftones si prendevano uno spazio all’interno di ogni pezzo per rallentare, allontanarsi dal disordine per un momento ed evadere.

Ma non è finita qui, perché la band di Sacramento ha vissuto e sta vivendo tutt’ora una seconda giovinezza: la parte sana di TikTok li ha riscoperti grazie all’hashtag#deftonesche in poco tempo è diventato virale, accumulando miliardi di visualizzazioni — riportando in auge il gruppo, che specialmente in Europa era finito nel dimenticatoio. Lo stesso Chino in un’intervista rilasciata aMetal Injection, popolare magazine statunitense, ha parlato di questa nuova fase di popolarità ottenuta dai social, sottolineando come il tutto sia avvenuto spontaneamente: chi li seguiva da prima li ha semplicemente riscoperti attreverso TikTok, mentre quelli che non li conoscevano li hanno scoperti in modo indipendente e non forzato e poi tramite il passaparola sono diventati virali, senza bisogno di promozione.

Mettici l’operazione nostalgia che le varie piattaforme stanno portando avanti da qualche anno, riportando in voga il sound e l’estetica degli anni Novanta e Duemila, mettici pure la musica senza tempo che i deftones hanno sempre fatto — canzoni come ”Be quiet and drive”, ”Change”, ”Minerva”, risentiti oggi non vengono percepiti come ”vecchi”, ma come produzioni incredibilmente moderne e fresche — ed ecco qua che i Deftones da oltre trent’anni sono ancora sul pezzo. E se è vero che la musica è un mezzo per esprimere se stessi, lo stile dei Deftones riflette esattamente quelle due anime che in fondo ognuno di noi ha e che si fanno lotta continuamente: quella più aggressiva e istintiva e quella più riflessiva e romantica.

Private music non è sicuramente un disco di rottura, ma un progetto che consolida l’esperienza e la credibilità della band e che allo stesso tempo sfrutta la riscoperta ottenuta con i social e il consenso delle generazioni più giovani, per ampliare il pubblico e, chissà, magari aprire un nuovo capitolo della loro musica in futuro.

Virginia Duranti

Fonti:

  • Metal Injection, Deftones’ Chino Moreno reflects on TikTok – driven popularity and a new generation of fans.

Alberto Pani

Blogger

Cresciuto ai piedi delle ridenti colline del Monferrato, tra muri di nebbia sei mesi l’ anno, zanzare incazzate nei sei mesi successivi e bocce di vino rosso sempre e comunque per stemperare il disagio così accumulato.

Chitarrista fuori forma.

Fermamente convinto che 8 volte su 10 le cose si risolvano da sole.

Punto debole: la meteoropatia