Steven Wilson ha annunciato il suo nono album in studio. Si intitolaRequiem For A Villagee sarà pubblicato il6 novembre 2026da Fiction Records.
Ad accompagnare l’annuncio sono arrivati la title track, una prima “Village Hall Session” e un sito promozionale costruito come la pagina ufficiale di un paese britannico che probabilmente eviteremmo di attraversare dopo il tramonto.
È proprio il villaggio a rappresentare il centro narrativo del disco: un luogo indefinito nel quale le case, le siepi, le strade e la memoria sembrano custodire qualcosa di antico. Il tutto presentato con un’estetica da folk horror inglese, tra comunità apparentemente tranquille e la sensazione che dietro la porta della sala parrocchiale stia accadendo qualcosa di poco rassicurante.
Sul piano musicale, Wilson ha raccontato di avere cercato una registrazione più umana e meno perfetta. Nel disco trovano spazio sintetizzatori analogici, strumenti volutamente non addomesticati dal software e persino parti suonate con violino, oboe e batteria, affrontati con l’innocenza — e il rischio — di chi non vuole conoscere già il punto d’arrivo.
Un modo elegante per dichiarare guerra alla correzione automatica, insomma.
L’album comprende dodici brani e ospita, tra gli altri,David Tennant, Andy Partridge, Randy McStine, Russell Holzman e Katherine Priddy. Wilson lo ha descritto come una sorta di cinema per le orecchie, espressione che nel suo caso non sembra un semplice artificio da comunicato stampa.
Il disco arriverà in CD, Blu-ray, doppio vinile e in un’edizione da collezione accompagnata da un libro di 96 pagine. Il 22 settembre Wilson terrà inoltre a Londra una serata intitolataSongs From The Village, durante la quale proporrà una selezione delle musiche che hanno contribuito a definire l’immaginario del progetto. Il ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza.
Dopo l’orizzonte cosmico diThe Overview, Steven Wilson sembra dunque avere rivolto lo sguardo verso qualcosa di molto più vicino: un piccolo paese, una chiesa, qualche strada di campagna.
Non è detto che sia un luogo meno pericoloso dello spazio.

